
Un’immersione nella migrazione attraverso la realtà virtuale
“PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – TOCC0000278: Progetto Cultural Regeneration lnstitute: Ponte di dialoghi”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
“Il progetto Ponte di Dialoghi ha sviluppato una app per VR (visori) che permette agli utenti, in particolare agli studenti delle scuole, di “vivere” in prima persona frammenti di percorsi migratori.
Attraverso visori come quelli della serie “Oculus Meta Quest 3s” e video a 360°, il partecipante si trova immerso in ambienti reali come la Biblioteca della Fondazione CSER. Qui tramite suggestive finestre da aprire scoprirà diverse dimensioni delle migrazioni, anche grazie a filmati dall’interno del viaggio del migrante: deserti, imbarcazioni, città di transito, momenti decisionali critici.
Alla fine dell’esperienza immersiva, l’utente viene guidato a un momento di riflessione: testimonianza diretta del migrante, dialogo, condivisione dell’esperienza vissuta – per trasformare l’esperienza sensoriale in consapevolezza.
Contenuti chiave della fruizione per visori
Ecco alcuni elementi distintivi che il team sta curando e sviluppando:
- Video 360° con scelte interattive: l’utente non è solo spettatore, ma in certi punti deve compiere decisioni che influenzano il percorso (“cammini”, deviazioni, attese). Questo rinforza il senso di responsabilità e immedesimazione.
- Ambientazioni reali e testimonianza diretta: le scene sono state girate in contesti reali (deserti, città di partenza, centri di accoglienza) e la conclusione prevede il volto e la voce del migrante protagonista, come momento di incontro e riflessione.
- Percorso didattico integrato: l’esperienza VR viene affiancata da laboratori, momenti di condivisione, schede didattiche che aiutano ad elaborare l’esperienza, collegandola a temi quali diritti umani, discriminazione, migrazione forzata.
- Accesso tramite visore + app: oltre all’esperienza in visore, è prevista un’app o un’interfaccia digitale che supporta la fruizione, la raccolta di feedback, la navigazione nei contenuti multimediali correlati.
- Modulo “scuole e formazione”: il progetto prevede il coinvolgimento delle scuole: utilizzo dei visori in classe, accompagnamento degli studenti, formazione degli insegnanti per integrare l’esperienza nei percorsi curriculari.
Lo stato dell’implementazione e le prossime fasi
- Il progetto è già avviato ed in fase di diffusione tramite test della app:
- Le prossime fasi includono: ampliamento delle storie disponibili, creazione di ulteriori ambientazioni immersive, potenziamento delle interazioni all’interno dell’esperienza VR (es. scegliere differenti profili migratori, approfondimenti post-visore).
- Parallelamente, l’integrazione con la biblioteca digitale, l’archivio fotografico e i percorsi digitali assicurerà che l’esperienza immersiva non resti isolata, ma sia parte di un ecosistema educativo integrato.
Perché questa modalità è strategica
- Perché la realtà virtuale crea un impatto emozionale che lo schermo tradizionale fatica a raggiungere: l’utente “vive” il cammino, compie scelte, sente la prospettiva del migrante.
- Perché favorisce la comprensione empatica: non solo conoscere ma “sentire” cosa può significare partire, attraversare, arrivare.
- Perché si inserisce nel quadro della transizione digitale del settore culturale e della formazione: strumenti immersivi, interattivi, integrati ai contenuti digitali (volumi, foto, video).
- Perché è in linea con gli obiettivi del PNRR – M1C3 Investimento 3.3.2: innovazione digitale nei settori culturali e creativi.






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