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UN MARE DI SPERANZA

Studi Emigrazione 205/2017

Migranti forzati alle porte dell’Europa Atti della VII edizione della Summer School “Mobilità umana e giustizia globale” Lampedusa (AG), 18-21 luglio 2016

a cura di Laura Zanfrini

I saggi qui raccolti costituiscono gli Atti della VII edizione della Summer School “Mobilità umana e giustizia globale”, promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con lo Scalabrini International Migration Institute, l’Agenzia scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo e la Fondazione Migrantes, con il sostegno del Rotary Club di San Donato milanese e la consulenza della Fondazione ISMU. L’intento della scuola è quello di collocare l’analisi dei processi migratori all’interno di una riflessione più ampia, consapevoli dello stretto legame che unisce il governo e la governance della mobilità umana alla questione della giustizia globale, come proprio l’ultima edizione della scuola ha dimostrato in modo particolarmente eloquente. Nel corso delle sue edizioni la scuola, “migrando” da Loreto (AN) a Roma, da Roca di Melendugno (LE) a Castel Volturno (CE), ha passato in rassegna alcuni tra i temi più rilevanti dello scenario migratorio contemporaneo: da quello dei Confini, colti nelle loro molteplici dimensioni e implicazioni, a quello delle Famiglie, che migrano, si dividono, si ritrovano, si disperdono; da quello della Cittadinanza, affrontato da differenti approcci disciplinari e con riguardo alle sue diverse dimensioni costitutive, a quello della Dignità, spesso offesa e calpestata, ma altrettanto spesso “riscattata” attraverso esperienze e iniziative virtuose che hanno per protagonisti i migranti e i tanti soggetti della società civile che si prendono cura di loro; al tema delle Parole con le quali definiamo, rappresentiamo e comunichiamo il mondo dell’immigrazione, a quello, infine, del Diritto a non emigrare, ovvero a godere, nella propria terra d’origine, condizioni di vita dignitose e adeguate opportunità per sé e per i propri familiari5. Nell’affrontare queste complesse questioni, attraverso l’intervento di studiosi ed esperti e la presentazione delle esperienze promosse dalle autorità e dai soggetti della società civile, la scuola ha inteso caratterizzarsi per una sorta di “riposizionamento” di prospettiva, prendendo le distanze dai toni e dagli argomenti che costellano il dibattito politico e pubblico, sovente intriso di pregiudizi e opposte strumentalizzazioni, e soprattutto collocando l’analisi e il governo dei processi di mobilità umana all’interno di una riflessione più ampia, che rinvia appunto alla questione della giustizia globale, letta in tutte le sue implicazioni: economiche, politiche, sociali, culturali ed etiche. L’ultima edizione della Summer School, di cui presentiamo gli Atti in questo numero della rivista, ha preso le mosse, in senso sia geografico sia metaforico, da Lampedusa, la frontiera Sud dell’Europa: sogno e miraggio delle centinaia di migliaia di migranti partiti in questi anni dall’Africa e dal Medio Oriente, ma anche metafora di un continente – l’Europa – perennemente in sospeso tra securitizzazione e solidarietà, respingimenti e accoglienza, paura e speranza.