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Studi Emigrazione n°204/2016

Studi Emigrazione 204/2016

a cura di Giandonato Caggiano e Cristina Montefusco

Sul piano della protezione dei diritti dell’uomo, il sistema della Carta sociale europea costituisce senza dubbio uno degli strumenti più adatti a rispondere in maniera efficace alle peculiari esigenze di tutela delle comunità rom e delle persone appartenenti a tali comunità. Uno strumento da prendere in attenta considerazione e da valorizzare più di quanto non si sia fatto sino ad oggi. Va infatti tenuto presente che la Carta sociale è lo strumento giuridico europeo più ampio e completo di protezione dei diritti sociali. Le disposizioni contenute nei 31 articoli sostanziali della Carta c.d. riveduta (adottata nel 1996) coprono un vasto spettro di diritti individuali e collettivi, che abbracciano moltissimi campi. Non solo vengono riconosciuti e garantiti i principali diritti sociali “tradizionali” – quali il diritto al lavoro, i diritti dei lavoratori e il diritto alla sicurezza sociale nelle sue varie ramificazioni – ma vengono anche posti nei confronti degli Stati parti precisi impegni di protezione in tutti i settori di maggiore rilevanza sociale: dal diritto all’abitazione al diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente; dalla protezione contro la povertà e l’esclusione sociale ai diritti delle persone con disabilità; dalla protezione della famiglia a quella delle persone anziane; dal diritto alle pari opportunità alla protezione della maternità; fino alla protezione e all’educazione dei bambini e degli adolescenti. La Carta sociale contiene inoltre una formulazione molto ampia del principio di non discriminazione, secondo la quale i diritti sociali devono essere garantiti senza alcuna discriminazione «basata in particolare sulla razza, il colore della pelle, il sesso, la lingua, la religione, le opinioni politiche o ogni altra opinione, l’ascendenza nazionale o l’origine sociale, la salute, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, la nascita o ogni altra situazione» (art. E della Carta). È dunque del tutto comprensibile che nel contesto giuridico della Carta sociale la protezione dei diritti, della dignità e delle esigenze peculiari dei rom abbia trovato uno spazio ampio ed importante, e che la situazione dei rom sia stata spesso presa in considerazione e tutelata dal Comitato europeo dei diritti sociali, l’organo competente al controllo del rispetto della Carta da parte degli Stati.