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Studi Emigrazione 220/2020

 

ATTRAVERSO I CONFINI DELL’ACCOGLIENZA. TRAIETTORIE SOCIALI, CONDIZIONI MATERIALI E STRATEGIE DI FRONTEGGIAMENTO DI RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATI IN ITALIA
a cura di Francesco Della Puppa e Giuliana Sanò

Siamo felici di essere curatori ospiti di questo numero monografico di Studi Emigrazione, che nasce da alcune riflessioni emerse in occasione di un panel ospitato dalla Migration Conference, organizzata a Bari, nel giugno 2019. Non tutti i protagonisti e le protagoniste di quel panel sono presenti in questo numero e non tutti gli autori e le autrici qui inclusi hanno avuto la possibilità di partecipare fisicamente alla conferenza. Nonostante ciò, quel confronto ha costituito uno dei primi momenti in cui, come curatori, abbiamo iniziato a confrontarci in maniera sistematica sulla nuova fase migratoria che sta caratterizzando l’Italia, il suo sistema di accoglienza e il quotidiano delle persone che, per diverse ragioni, sono al di fuori di tale sistema e che provano a stabilizzarsi nei diversi contesti socio-territoriali. Da oltre vent’anni, infatti, l’Italia si confronta con il fenomeno delle migrazioni internazionali così dette “forzate”. In virtù della sua posizione geografica nel Mediterraneo, il Paese si configura, in molti casi, come il primo approdo e come una terra di transito per persone alla ricerca di protezione internazionale e asilo, in fuga da conflitti bellici, crisi politiche, catastrofi ambientali, depauperamento di risorse (Ambrosini, 2018; Cesareo e Corinovis, 2015; D’Angelo, 2018; Hasselberg, 2016; Zanfrini, 2017). Tra gli anni novanta e la prima metà dei duemila, in Italia si comincia a registrare l’arrivo via mare di persone provenienti dall’Albania e dal Kosovo. A questa prima fase segue, poi, un andamento altalenante di arrivi, dettato principalmente dalle politiche italiane di contrasto all’immigrazione. Gli anni che vanno dal 2008 al 2013 sono anni in cui si verifica l’arrivo di cittadini provenienti dalle regioni del Corno d’Africa e da quelle del Maghreb. Dal 2011 al 2013, cambia la geografia degli arrivi, che si intensificano a causa delle cosiddette “Primavere arabe”, della guerra civile libica e del conflitto siriano. Conflitti e guerre che, nel 2013, hanno portato a circa 63.000 arrivi attraverso il Mediterraneo. Nel periodo 2014-2017, si è aperta, invece, una nuova fase di arrivi in Europa e l’Italia ha accolto oltre 600.000 immigrati sub-sahariani, del corno d’Africa e provenienti dall’Asia (Giovannetti, 2018).

INDICE:

515 – Introduzione
Francesco Della Puppa e Giuliana Sanò
528 – Le pareti permeabili dell’accoglienza e la “continuità” dei Decreti
Salvini
Omid Firouzi Tabar
547 – Sul tempo delle madri forzate: tattiche e aspirazioni
Selenia Marabello
564 – Fuori dal sistema. Reti sociali e status giuridico di rifugiati
in Veneto
Pamela Pasian, Giulia Storato e Maria Angela Toffanin
582 – Il prisma della (im)mobilità. Pratiche di appaesamento e esperienze
di immobilità di richiedenti asilo e rifugiati, in un’etnografia multisituata tra Nord e Sud Italia
Giuliana Sanò e Francesco Della Puppa
599 – A suon di porte: traiettorie abitative di un richiedente asilo pakistano
in Italia. Un approccio biografico

Sara Bonfanti

618 – Oltre l’accoglienza. Migrazioni, lotte per la casa e beni comuni
a Roma
Nicola Montagna e Margherita Grazioli
Altri articoli
636 – Insicurezza alimentare e migrazione
Fernando Chica Arellano
643 – Stampa etnica in Cile. L’immagine dell’Italia tra “scarti” giornalistici
e discorsi letterari (XIX secolo)
Ivan Sergio e Noemi Cinelli
659 – Festa italiana da Nossa Senhora Achiropita: hospitalidade no
bairro Bexiga em São Paulo, Brasil
Fábio Molinari Bitelli e Sênia Regina Bastos
675 – Recensioni
678 – Segnalazioni
686 – Libri ricevuti