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Studi Emigrazione 216/2018

Anno LVI: ultimo numero edito 216/2019

(a cura di Matteo Sanfilippo)

PONTE DI DIALOGHI. L’IMMIGRAZIONE A ROMA E NEL LAZIO

Massimiliano Crisci (IRRPS-CNR),
Carola Perillo (Fondazione CSER),
Maria Rosa Protasi (La Sapienza Università di Roma),
Matteo Sanfilippo (Università della Tuscia e Fondazione CSER)

Negli ultimi sessanta anni non sono state rare le lamentele riguardo
allo stravolgimento culturale e antropologico di Roma prima
a causa dell’arrivo di connazionali da altre regioni e in seguito per
quello di non italiani e soprattutto di non europei. Secondo chi deplora
tale trasformazione, la città avrebbe così perso la propria “anima”,
quella, per intenderci, alla base delle opere di Giuseppe
Gioacchino Belli (1791-1863) e Trilussa (pseudonimo di Carlo
Alberto Salustri, 1871-1950), e sarebbe diventata un amalgama di
persone accomunate soltanto dal risiedere nello stesso centro urbano.
Il lamento sul declino della pristina romanità non è nuovo. Una
lunga tradizione novecentesca, locale e internazionale, lo ascrive
alla caduta dello stato pontificio e all’annessione al Regno d’Italia.
Basti pensare alle lettere di Henry James agli inizi del Novecento
(Edel, 1977: 632). In esse lo scrittore statunitense, immigrato in
Inghilterra, spiega come il divenire capitale del Regno abbia cancellato
le caratteristiche più peculiari dell’Urbe. A quelle pagine
potremmo accostare, con un balzo di quasi ottanta anni, la scritta
che campeggiava all’ingresso della fermata Lepanto della metropolitana,
poco dopo la sua apertura. In essa un autore anonimo
invitava gli italiani ad andarsene dalla città. Oggi, però, la lamentatio
della decadenza romana non accusa più l’Italia di aver invaso
o snaturato Roma e non sottolinea le ipotetiche conseguenze della
presenza di troppi nuovi abitanti, italiani o meno. Sottolinea invece
l’inefficienza del governo locale, che ha lasciato la città in mano
a «topi e gabbiani» (Veneziani, 2019a).
Mentre organizziamo questo fascicolo della rivista, stanno cambiando
le espressioni, soprattutto populiste, se non dichiaratamente
di estrema destra, del disagio di vivere in una metropoli, che sta evolvendosi
verso non si sa bene quale modello.

 

INDICE:

531 – Introduzione. Matteo Sanfilippo
536 – L’antichità. Matteo Sanfilippo
555 – Il medioevo. Matteo Sanfilippo
573 – La prima età moderna. Matteo Sanfilippo
625 – La seconda età moderna. Carola Perillo, Maria Rosa Protasi e Matteo Sanfilippo

650 – Il Novecento sino al boom. Carola Perillo, Maria Rosa Protasi e Matteo Sanfilippo
682 – Dal 1970 ad oggi. Massimiliano Crisci e Maria Rosa Protasi
699 – Conclusioni. Carola Perillo
712 – Libri ricevuti 2019