COLLANA VOLUMI

AA.VV., L’emigrazione italiana negli anni ’70, 1966, 136 p. (fotocopie) - 11 €

Il volume raccoglie i saggi di Giuseppe Lucrezio, Antonio Perotti e Nino Falchi, rispettivamente su Tendenze e dinamiche della emigrazione italiana nel dopoguerra, Prospettive sullo sviluppo dell’emigrazione italiana nel prossimo decennio e Orientamenti per una politica migratoria italiana nel prossimo futuro. Si tratta di studi, come precisa Giovanni Battista Sacchetti nella presentazione, che si propongono di individuare le linee di sviluppo di un fenomeno, quale è quello dell’emigrazione, per sua natura mobile e sensibile alle variazioni delle congiunture interne ed internazionali e di precisare le caratteristiche che esso presenterà negli anni ’70. Le tendenze sono chiaramente identificabili in una restrizione nello spazio (“europeizzazione”) e nel tempo (“temporaneizzazione”) delle correnti migratorie italiane. Tra le previsioni, notevole la preannunciata possibilità di impostare, a media scadenza, il discorso di un’Italia “Paese di immigrazione”.
Situazioni e prospettive, che non possono essere disgiunte, attestano che “l’emigrazione dell’avvenire potrebbe essere veramente la ‘libera emigrazione’, che porta, in un ritmo intenso di scambi, un reale contributo alla migliore comprensione dei popoli”.

 

A. Perotti (a cura di), La società italiana di fronte alle prime migrazioni di massa. Il contributo di Mons. Scalabrini e dei suoi primi collaboratori alla tutela degli emigranti, Centro Studi Emigrazione-Morcelliana, 1968, 511 p. - 26 €

Il volume è una edizione speciale della rivista «Studi Emigrazione» (nn. 11 e 12 del febbraio-giugno 1968). Con la pubblicazione, a distanza di quasi 80 anni, degli scritti sull’emigrazione di Mons. Scalabrini e dei suoi primi collaboratori, sacerdoti e laici, il Centro Studi Emigrazione si propone non solo di contribuire alle celebrazioni dell’80° di fondazione della Congregazione Missionaria e dell’Associazione laica di Patronato per l’emigrazione, istituite a Piacenza dallo Scalabrini negli anni 1887-1888, ma di suggerire nuovi temi e approfondimenti di ricerca storica sul fenomeno migratorio italiano e sui movimenti cattolici che se ne interessano.
La rievocazione degli inizi del grande esodo italiano di massa verso il nuovo mondo si presta, infatti, al confronto tra le prese di posizione, dottrinali e pratiche, dello Scalabrini e quelle del governo, del Parlamento e della “cultura ufficiale” italiana di fine Ottocento.
Per lo Scalabrini il campo dell’emigrazione, oltre a costituire l’obiettivo di un impegno morale, offriva un terreno in cui, stemperandosi le intransigenze e attenuandosi le reciproche diffidenze, Chiesa e Stato, “laici” e cattolici potevano trovarsi fianco a fianco in un lavoro comune di altissimo valore sociale.

 

AA.VV., La Svizzera dopo Schwarzenbach, 1970, 231 p. - 16 €

Il volume è dedicato ai problemi de “La Svizzera dopo Schwarzenbach”, dopo cioè il primo referendum antistranieri del 1970. Vengono presi in esame i precedenti storici, nel quadro dei rapporti tra la Svizzera e gli stranieri dimoranti nel suo territorio, allo scopo di meglio comprendere ed illustrare lo insorgere dei timori, così diffusi, di una “penetrazione straniera”.
Segue una diagnosi della situazione della Svizzera attuale, dal punto di vista culturale, sociale ed economico, alla luce dei risultati del referendum Schwarzenbach del 7 giugno 1970. Tale diagnosi evidenzia il permanere di un atteggiamento di estrema vigilanza di fronte al pericolo di alterazione della vita nazionale, ma, nello stesso tempo, il comparire all’orizzonte di incertezze e contestazioni circa la visione tradizionale di una Svizzera “entità culturalmente compiuta” e il delinearsi, nella Confederazione, di una crisi di crescenza, che può positivamente manifestarsi in termini di apertura.
Si espongono infine i problemi che dovranno essere affrontati nella revisione, in corso, dell’accordo italo-svizzero di emigrazione del 1964.
All’introduzione di Franco Biffi seguono i saggi “La Svizzera degli anni ’60 e gli stranieri”, di Luigi Bocciarelli e Loreto De Paolis, e “La Svizzera dopo Schwarzenbach” di G. Battista Sacchetti. La seconda parte, riservata alla documentazione, raccoglie i decreti governativi svizzeri, le dichiarazioni delle Chiese e delle Organizzazioni etniche di assistenza religiosa agli emigrati in Svizzera, l’accordo di emigrazione italo-svizzero e le proposte di revisione e aggiornamento.

 

Migrazioni-Migrations. Catalogo della Biblioteca CSER-Catalogue of the CSER library, 1972, Vol. I, 806 p. - 13 €

Fin dal 1963, quando il Centro Studi Emigrazione (CSER) venne iniziato, i suoi organizzatori si proposero anche la costituzione di un Centro di Documentazione, che mettesse a disposizione di ricercatori, studenti universitari, operatori sociali, materiale edito, periodico e non periodico, concernente l’emigrazione. La pubblicazione del primo Catalogo della Biblioteca del Centro Studi Emigrazione di Roma, curata da L. Bertelli, G. Corcagnani e G.F. Rosoli, risponde al bisogno di conoscere quali siano e dove siano reperibili le principali opere riguardanti il fenomeno migratorio, settore non ben documentato presso le normali biblioteche. Il Catalogo raccoglie tutto il materiale a stampa non periodico, posseduto dalla Biblioteca e classificato alla fine del 1970. Esso è stato successivamente integrato da numerosi sussidi bibliografici. Recentemente l’intero corpus documentario è stato informatizzato.
La classificazione adottata è una classificazione logica per classi, suddivise per argomenti o soggetti. La bibliografia sul fenomeno migratorio propriamente detto è raccolta nelle classi che vanno da A a G, incominciando da argomenti generali, per passare ai singoli continenti, suddivisi, a loro volta, per nazioni. Seguono “classi ausiliarie” (da H a V con “soggetti” integrativi), che riguardano materie utili per la comprensione del fenomeno migratorio: antropologia culturale (H), rapporti razziali (I), demografia (L), urbanesimo (M), classi sociali e mobilità sociale (N), problemi economici e dello sviluppo (P). Ogni classe è poi divisa in soggetti e sotto-soggetti, contraddistinti da numeri specifici.

 

AA.VV., L’emigrazione italiana negli anni ’70. Antologia di studi sull’emigrazione, 1975, 270 p. - 16 €

Il volume, di carattere antologico, contiene alcuni tra i numerosi saggi che la rivista «Studi Emigrazione» ha pubblicato nei primi anni, a firma di Calvaruso, Cassinis, De Rita, Falchi, Favero, Lucrezio, Rosoli, Sacchetti. L’introduzione è di Giuseppe De Rita.
La scelta degli studi è stata fatta in modo da dare al lettore una visione il più possibile completa della situazione e delle prospettive del fenomeno migratorio italiano, nonché delle proposte di soluzione al problema che da cento anni affligge e condiziona la comunità nazionale. Da questo punto di vista, il volume rivede e aggiorna quello apparso con lo stesso titolo nel 1966.
Programmata per la celebrazione del decennale del Centro Studi Emigrazione di Roma e della rivista «Studi Emigrazione» da esso edita, l’antologia si propone pure di dare, con una documentazione di base indispensabile, (e con statistiche aggiornate, nell’appendice), un apporto costruttivo alla Conferenza Nazionale dell’Emigrazione del 1975.

 

Umberto Marin, Italiani in Gran Bretagna, 1975, 205 p. - 13 €

È l’opera più completa, finora pubblicata, che parla dell’emigrazione italiana in Gran Bretagna. È uno studio che copre, in modo sintetico, tutte le dimensioni del fenomeno dell’emigrazione popolare moderna, tema che costituisce la seconda parte, quella più sviluppata. L’autore però ha ritenuto utile rievocare per sommi capi anche quei precedenti storici dell’emigrazione italiana in Gran Bretagna che, con frase felice, designa come secolare emigrazione d’élite, un flusso che ebbe inizio nel VII secolo e che non venne mai del tutto a cessare. Si tratta di una “affascinante ricapitolazione” di quella storia che ha sempre visto vicine l’Italia e la Gran Bretagna, fin dai lontani tempi in cui i romani sbarcarono in terra britannica.
L’interesse dell’autore si concentra maggiormente sulla problematica migratoria per motivi di lavoro, trattata in quattro capitoli nella seconda parte. Questi comprendono le fasi storiche che vanno dagli inizi del secolo XIX alla prima guerra mondiale, la parentesi protezionistica fra la prima e la seconda guerra mondiale, dal Trattato di Pace di Parigi all’allargamento della Comunità Europea.
L’ultimo capitolo s’intitola “L’emigrazione: sfida all’Europa”. “E qui l’autore, - come annota l’Avv. Pietro Del Giudice nella Prefazione - dopo aver scrupolosamente ed obiettivamente esaminato in lungo e in largo il fenomeno migratorio in Gran Bretagna, si concede una licenza poetica lasciandosi portare da sentimenti ed aspirazioni che rappresentano quanto di meglio noi emigrati sentiamo ed aneliamo. Egli termina il suo lavoro coll’invocare la redenzione politica dell’emigrato ed indicando i nuovi traguardi da raggiungere”.

 

Giovanni Rovere, Testi di italiano popolare. Autobiografie di lavoratori e figli di lavoratori emigrati, Analisi sociolinguistica, Prefazione di Tullio De Mauro. 1977, 366 p. (fotocopie) - 26 €

Nel corso del ventesimo secolo grandi fatti hanno scosso assetti talora millenari. La dinamica dei mutamenti sociali si è straordinariamente accelerata. Masse immense, gli appartenenti a classi e ad interi popoli in condizione subalterna, hanno acquistato coscienza di sé, della loro forza, del loro ruolo. E, intanto, intere sezioni della vita umana, prima rimosse, hanno conquistato diritto di cittadinanza tra le esperienze degne di attenzione. Così, di riflesso, si è cominciato a prestare attenzione anche a tutte quelle regioni della realtà linguistica prima ignorate e, spesso, in mancanza di documentazioni, inconoscibili.
Giovanni Rovere appartiene a buon diritto alla schiera degli attenti studiosi della realtà linguistica dei subalterni. Con questo volume egli offre una silloge preziosa di documenti scritti e parlati prodotti da lavoratori italiani emigrati in Svizzera.
Merito non piccolo della sobria analisi di Rovere è l’evitare quelle sdolcinature populistiche, quei commovimenti sulla pelle degli altri che si devono lamentare in taluni lavori sull’argomento. La realtà sociale e linguistica dell’emigrazione, esposta, nei casi migliori, al bivio tra emarginazione e assimilazione, è analizzata con la necessaria capacità di distacco.

 

Gianfausto Rosoli (a cura di), Un secolo di emigrazione italiana 1876-1976, 1978, 385 p. (fotocopie) - 26 €

A cent’anni dall’inizio delle rilevazioni ufficiali sull’emigrazione italiana (1876), il CSER pubblica una raccolta degli interventi più qualificati predisposti da vari studiosi demografici, economisti, statistici, sul tema dell’emigrazione italiana, estera ed interna. L’antologia costituisce un indispensabile strumento di lavoro per ricercatori e studenti interessati alla conoscenza di questo secolare fenomeno della società italiana.
L’esame dell’emigrazione italiana, a cent’anni compiuti, permette una più pertinente analisi delle imponenti dimensioni da essa assunte, non sempre evidenziate negli studi di breve periodo. L’emigrazione ha costituito uno dei fenomeni sociali più complessi della storia italiana, per la stessa connessione con la situazione economica e le politiche del Paese di partenza e di quelle dei Paesi di arrivo. Ripercorrere la storia delle rilevazioni statistiche dell’emigrazione italiana è anche considerare l’attenzione che è stata data a questo fenomeno in sede pubblica, la mentalità delle classi dirigenti e degli studiosi.
Gli studi pubblicati portano i seguenti titoli: Cent’anni di emigrazione italiana (Favero-Tassello); Emigrazione italiana, cicli economici e rimesse (Balletta); L’emigrazione italiana e il Mezzogiorno (Malfatti); Economia precaria e emigrazione (Cerase); Migrazioni interne, distribuzione della popolazione e urbanizzazione in Italia (Golini); Lo spopolamento in Italia nel quadro dell’evoluzione migratoria e demografica; Cent’anni di “politica dell’emigrazione” (G.B. Sacchetti); Saggio di bibliografia statistica dell’emigrazione italiana (Ostuni, Rosoli); Appendice statistica dell’emigrazione italiana: 1876-1976.

 

Renato Cavallaro, Storie senza storia. Indagine sull’emigrazione calabrese in Gran Bretagna, 1981, 262 p. - 19 €

“E che vi raccontiamo - questa è una storia di lavoro sempre - semu partiti ca non avévamo niente e mo possimo stare nu poco tranquilli - questo è storia nostra -di noi che abbiamo emigrato” (Rosa S.). È, questa, la breve sequenza di un racconto biografico, di una memoria narrante colta nel suo farsi, di una “storia senza storia”.
In questa indagine sociologica, sostanzialmente fondata su materiali biografici primari e secondari, l’autore propone e sperimenta, rivendicandone la pertinenza metodologica, una griglia interpretativa costruita su un duplice asse. In relazione ad un asse “diacronico” orizzontale, sono investigati i tempi narrativi tramite un’analisi strutturale, retorica e linguistica. In relazione ad un asse “sincronico” verticale, l’autore, accogliendo alcune delle suggestive ipotesi di Emile Durkheim, studia la percezione che il gruppo primario ha del tempo e dello spazio “sociali” vissuti nella dimensione conflittuale tra società rurale di partenza e società industriale di immigrazione.
Questa concezione del tempo sociale spazializzato definisce il “cronòtopo” sociologico o orizzonte spazio-temporale del gruppo. La “famiglia”, la “casa”, la “fatica” quotidiana segnata dal “lavoro” in fabbrica, sono, insieme a molti altri, i temi principali delle narrazioni biografiche. Le quali non vengono interpretate come suggestivi percorsi della memoria individuale, quanto come spie di quei segnali e simboli che costituiscono la trama della cultura e della solidarietà del gruppo primario.

 

Pietro Borzomati (a cura di), L’emigrazione calabrese dall’unità ad oggi. Atti del II Convegno di Studio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria (Polistena 6-7, Rogliano 8 dicembre 1980), 1982, 308 p. (fotocopie) - 16 €

Il volume raccoglie le relazioni presentate al Convegno, nelle due sezioni, storica e socio-antropologica e nel corso della tavola rotonda. “Sono studi - dice nella introduzione Pietro Borzomati - frutto di profonde indagini e severe riflessioni di giovani e meno giovani studiosi consapevoli di aver iniziato un discorso, che dovrà essere approfondito con ricerche su altri temi e con confronti con studiosi stranieri interessati al passato delle comunità italiane presenti nelle loro rispettive nazioni”.
I saggi offrono una ricostruzione, sia pure limitata ad alcuni aspetti e momenti, della storia dell’emigrazione calabrese dall’Unità ai nostri giorni. Un tentativo di osservare e comprendere il presente con una “lettura” critica del passato.
Particolare attenzione è riservata al fenomeno dei rientri degli emigrati nel Sud e nella Calabria, un fenomeno iniziato in modo massiccio nel 1973, proprio in concomitanza con l’accentuarsi della disoccupazione nella regione. L’analisi del rientro degli emigrati, degli interrogativi che esso pone e delle effettive motivazioni, si accompagna a quella delle comunità calabresi all’estero, alle cause della partenza, alle modalità di reinserimento nelle comunità d’origine e gli effetti non solo economici e sociali ma, anche, psicologici e politici.

 

Giovanni Rovere, Il discorso omiletico. Materiali per uno studio pragmalinguistico di processi comunicativi in ambito istituzionale, 1982, 432 p. - 11 €

Il “parlar da prete” o più in genere il linguaggio di un gruppo professionale non è il tema principale di questo volume: esso tenta invece di descrivere nella loro integralità processi comunicativi in questo specifico ambito istituzionale.
Le procedure organizzative della comunicazione istituzionale sono in genere altamente codificate, ma presentano i rischi del sopravvento della forma e dell’adesione alle regole del gioco sul contenuto espressivo. Sorge così uno stretto legame tra l’istituzione e le sue manifestazioni discorsive, per cui si può affermare che, per es., “la crisi della predicazione” non è che apparentemente “crisi di linguaggio”: si tratta in realtà di un problema comunicativo che coinvolge l’istituzione in quanto tale.
Il saggio si basa su materiale empirico rilevato in ambito emigratorio. Il mondo dell’emigrazione è particolare per la prospettiva sociolinguistica che permette di introdurre, ma non muta il livello delle variabili fondamentali scelte per l’indagine. Per la ricerca sul campo sono stati raccolti:
- dati sui “produttori del discorso omiletico”
- 20 omelie registrate all’insaputa del predicatore
- reazioni immediate e a distanza dei destinatari e inoltre:
- i discorsi di Capodanno del Presidente della Repubblica (Leone 1978, Pertini 1979).
Nella documentazione allegata, si mette a disposizione il materiale relativo a tutto l’arco dell’atto creativo, dai processi di produzione a quelli di ricezione, dal rapporto di ruolo e personale fra gli interlocutori alle condizioni ambientali dell’enunciazione.

 

Daniel Kubat (a cura di), The politics of return. International return migration in Europe, 1984, 370 p. - 21 €

Il volume raccoglie gli atti del primo Convegno Europeo sulle Migrazioni Internazionali di Ritorno, tenuto a Roma dal 11 al 14 novembre 1981 sotto gli auspici del Research Committee on Migration, dell’Associazione Internazionale di Sociologia e del Centro Studi Emigrazione di Roma. Negli anni immediatamente precedenti il Convegno, i rientri, un argomento prima trascurato, si imponeva all’attenzione e all’interesse di studiosi e ricercatori. Il Convegno, a cui parteciparono rappresentanti di circa 20 nazioni, costituiva una prima, importante focalizzazione del problema. I contributi, estremamente differenziati per area geografica di provenienza e per contenuti tematici, rappresentavano nondimeno una panoramica utilissima e aggiornata per la conoscenza ed il dibattito sul fenomeno.
Il libro ne costituisce la sintesi più fedele e comprensiva. All’analisi, che definisce in termini scientifici la problematica nella sua attualità ed in prospettiva, si aggiungono inoltre le proposte relative alla gestione politica ed operativa del fenomeno.

 

Graziano Tassello, Luigi Favero (a cura di), Chiesa e mobilità umana. Documenti della S. Sede dal 1883 al 1983, 1985, xlix, 1.043 p. - 21 €

Un accurato lavoro di ricerca ha portato alla compilazione di questa raccolta completa dei documenti ufficiali della S. Sede, dal 1883 ai nostri giorni, concernenti la mobilità umana. Il volume è corredato da due ampie introduzioni a carattere storico e canonico, stese da specialisti, e da un articolato indice tematico che lo rende di facile consultazione e di grande praticità.
Questo enchiridion, primo nel suo genere, promosso dalla Pontificia Commissione per la Pastorale delle Migrazioni e del Turismo, è destinato ad essere uno strumento di lavoro indispensabile per coloro che sono quotidianamente confrontati con la problematica della mobilità. La raccolta permette anche agli studiosi di scienze sacre di approfondire in modo sistematico il fenomeno dello spostamento di popolazioni, che costituisce una delle priorità nell’azione pastorale.
Il volume mette in risalto l’attenzione del Magistero a “uno dei più complessi e drammatici eventi della storia” (Giovanni Paolo II) e l’impegno propositivo della S. Sede a tutti i livelli per la tutela dei diritti fondamentali e la piena accettazione del migrante e dello straniero, con il suo originale patrimonio culturale e religioso.

 

Bruno Bottignolo, Without a bell tower. A study of the Italian immigrants in South West England, 1985, 214 p. - 8 €

Il volume è il risultato di una ricerca condotta dall’autore dal 1975 al 1980 tra gli italiani emigrati nel Sud Ovest dell’Inghilterra, soprattutto nelle città di Bristol e di Swindon. I due gruppi di italiani che vivono in queste città sono indipendenti l’uno dall’altro, e rivelano caratteristiche differenti, perché legate ai rispettivi luoghi di origine, ai modelli migratori, agli atteggiamenti ed al modo di organizzazione della comunità.
Esiste però anche una notevole convergenza tra i due gruppi. Ambedue infatti, attraverso le istituzioni italiane operanti nelle due aree, sono legati da particolari vincoli che non esistono con altre città e da alcuni fatti storici che hanno unito parecchi membri delle due collettività.

 

Sandra Chistolini, Donne italoscozzesi. Tradizione e cambiamento, 1986, 233 p. (fotocopie) - 15 €
ISBN 88-85438-17-2

Dal confronto generazionale che vede, in emigrazione, madri e figlie impegnate nella salvaguardia di valori e di modelli di riferimento da un lato troppo solidi per naufragare, d’altro lato troppo esigenti per poter essere totalmente assimilati, nasce uno stato di disagio sommesso, una situazione culturalmente difficile da sostenere per ambedue le generazioni. Il momento decisivo dell’appartenenza sembra sfuggire a confini definiti, restando caratterizzato dalla rottura della omogeneità dei comportamenti.
Più che l’integrazione, l’adattamento alla società ospite tende ad apparire come la via maggiormente praticabile, la meno dolorosa; come processo non anomalo, ma distintivo, senz’altro degno di interesse e di osservazione per le articolazioni che da esso stanno componendosi. Soprattutto le donne con i più alti livelli di istruzione tendono ad essere meno tradizionalmente vincolate al mondo rurale di partenza; protagoniste emergenti dell’emancipazione femminile all’interno delle collettività minoritarie; forze nascenti protese al riconoscimento e alla riappropriazione delle proprie origini, secondo modalità non sempre immediatamente percepibili.

 

Graziano Tassello (a cura di), Lessico migratorio, 1987, 224 p. (fotocopie) - 13 €
Dizionari tematici CSER. Presentazione di Luigi De Rosa.

Questo dizionario tematico intende colmare una lacuna. L’assenza infatti di un lessico migratorio ad uso didattico balza agli occhi anche ad un superficiale esame dei vari e pur qualificati dizionari di sociologia o economia pubblicati finora, che hanno trascurato le problematiche relative alle migrazioni.
Oltre all’intento divulgativo sul tema delle migrazioni umane, il dizionario si ripromette anche una finalità didattica e scientifica. Esso costituisce una edizione aggiornata ed ampliata di una prima bozza di lavoro apparsa sul mensile «DOSSIER EUROPA EMIGRAZIONE». Questo strumento privilegia un approccio interdisciplinare nei confronti di alcune specifiche tematiche migratorie e si presenta corredato di riferimenti bibliografici essenziali per chi voglia approfondire ulteriormente la conoscenza di tali aspetti.
Il volume è indirizzato prevalentemente ad un pubblico italiano e l’approfondimento statistico e legislativo privilegia la situazione italiana. Si tratta comunque di un lessico che intende porsi come strumento di studio e di lavoro da utilizzare nell’analisi di altri contesti e delle complessità pluriculturali ed etniche del nostro tempo. Il fenomeno migratorio costituisce, infatti, la spia ideale per cogliere i mutamenti in atto nella nostra società.

 

Gianmario Maffioletti (a cura di), Direttorio delle opere sociali. Congregazione Missionari di San Carlo - Scalabriniani, 1987, 87 p. (pro manuscripto).

Concepito come strumento pratico di consultazione, il Direttorio delinea la fisionomia sociale della missionarietà scalabriniana. É uno sguardo puntuale che compila una serie forse un po’ arida di informazioni, con la sola pretesa di poter essere utile a chi desideri avere un quadro dell’attività sociale della Congregazione, realizzata con opere di assistenza, tutela, animazione culturale e di promozione umana.
Il Direttorio delle Opere Sociali presenta le principali iniziative in favore dei migranti promosse dalla Congregazione o che ad essa sono affidate. Nel testo sono elencate, in ordine alfabetico e distinte per continenti e nazioni, le opere e posizioni missionarie.
Le categorie assunte per classificare le iniziative e le istituzioni a carattere sociale risultano, in genere, sufficientemente univoche e definite (case del marinaio, case di riposo per anziani, centri di studio e di animazione pastorale, ospedali, radio e televisione, pubblicazioni, scuole e asili).
L’ultima sezione denominata “Attività associative, culturali, di assistenza e tutela”, riporta, in sostanza, tutte le posizioni apostoliche. Che sono comunque luogo privilegiato di aggregazione e sede di associazioni delle comunità dei migranti.

 

Gianfausto Rosoli, (a cura di), Emigrazioni europee e popolo brasiliano. Atti del Convegno Euro-Brasiliano sulle migrazioni (São Paolo, 19-21 agosto 1985), 1987, 445 p. - 24 €

La pubblicazione raccoglie le relazioni presentate al Convegno “Emigrazioni europee e popolo brasiliano”, tenuto a San Paolo nell’agosto del 1985 e promosso congiuntamente dal CEISAL (Consejo Europeo de Investigaciones Sociales sobre América Latina), dalla ASSLA (Associazione di Studi Sociali Latino-Americani) e dalla USP (Universidade de São Paulo). Precedono le relazioni il programma del congresso ed i resoconti delle sedute, che tratteggiano bene l’andamento delle relazioni generali e parziali e del dibattito che ne è seguito.
Pur senza pretesa di completezza e organicità, la raccolta dei saggi presenta una panoramica abbastanza aggiornata di quanto di meglio è stato prodotto recentemente in materia. Molte piste di ricerca rimangono naturalmente da approfondire, così come lo stesso approccio interdisciplinare merita ulteriore approfondimento per spiegare meglio il nesso esistente tra aspetti istituzionali, economici, culturali e ideologici degli spostamenti umani.
È noto che i movimenti migratori in America Latina, verificatisi soprattutto nel secolo passato, hanno costituito l’elemento determinante nel definire la composizione demografica e sociale di quelle nazioni. Nel volgere di un secolo sono arrivati in Argentina circa 7 milioni di immigrati europei e un po’ meno di 5 milioni in Brasile. Di questo grande afflusso oltre un terzo è costituito da italiani. Se l’Argentina, a seguito dell’apporto europeo e dell’esiguità della popolazione indigena, poteva risultare l’unica nazione “bianca” dell’America latina, il Brasile presentava modelli di integrazione razziale e di omogeneizzazione demografica, rispondenti alla politica di quell’impero, non difensiva, ma di creazione di una nuova “razza”. Eppure il fenomeno migratorio non ha sollecitato da parte degli studiosi interesse pari alla sua importanza e alle sue trasformazioni. Motivo in più per una adeguata riflessione in un convegno di studio, attento non solo ai fenomeni del passato, le immigrazioni europee, ma anche alle rapide e profonde trasformazioni di una società, legate anche al massiccio fenomeno delle migrazioni interne.
Il volume è articolato in tre parti: una sezione giuridica, una storica e una socio-antropologica.

 

Fernando J. Devoto, Gianfausto Rosoli (a cura di), L’Italia nella società argentina. Contributi sull’emigrazione italiana in Argentina, 1988, 310 p. - 19 €
ISBN 88-85438-00-8

Questa raccolta di saggi, nati da alcuni incontri di studio a Buenos Aires e da numerose ricerche sull’emigrazione italiana in Argentina, presenta un ricco panorama di contributi sul fenomeno che, a partire dalla scoperta dell’America e tramite anche le correnti di pensiero, ha tanto legato tra loro le due nazioni. Alcuni saggi si soffermano in particolare su aspetti più originali della presenza italiana al Plata, quali le forme dell’organizzazione comunitaria, il confronto tra le élite politiche, il crescente peso degli imprenditori italiani: cosicché l’emigrazione acquista il ruolo, che in realtà ha storicamente svolto, di grande interscambio demografico e culturale tra le due sponde.

 

Gianfausto Rosoli (a cura di), Scalabrini tra vecchio e nuovo mondo. Atti del Convegno Storico Internazionale (Piacenza, 3-5 dicembre 1987). Introduzione di Gabriele De Rosa. 1989, 584 p. - 26 €
ISBN 88-85438-01-6

Nella ricorrenza del centenario della loro fondazione (1887-1987), i missionari scalabriniani hanno promosso un convegno storico internazionale (Piacenza, 3-5 dicembre 1987), dedicato alla figura del loro fondatore e vescovo di Piacenza, mons. Giovanni Battista Scalabrini. Tra i tanti aspetti della sua personalità di pastore, vengono ampiamente illustrati, in oltre trenta contributi, i suoi rapporti con la S. Sede, il suo stile pastorale, l’attività per il rinnovamento della catechesi, i suoi orientamenti in merito alla partecipazione politica dei cattolici, la ricerca della riconciliazione fra Stato e Chiesa dettata da una nuova prospettiva ecclesiologica; ma soprattutto vengono analizzate le sue iniziative a favore degli emigrati italiani. Con questo convegno - come osserva il prof. Gabriele De Rosa nell’introduzione - si è passati da una visione dello Scalabrini tutta interna al movimento cattolico allo Scalabrini operatore di una pietà organizzata sul fronte più sguarnito della Chiesa, per la “riconquista” alla fede delle plebi cristiane sperdute nelle Americhe. Scalabrini ha iscritto il dramma dell’emigrazione in una storia, che prima di essere sociale e di attestarsi a livello di una legislazione assistenziale e tutoria (per la quale egli peraltro si è adoperato, superando le posizioni sterili dell’intransigentismo) era storia religiosa e caritativa e presupponeva una scelta di alta spiritualità dei suoi missionari e missionarie.

 

Fernando J. Devoto, Eduardo J. Miguez (a cura di), Asociacionismo, trabajo e identidad étnica. Los italianos en América Latina en perspectiva comparada, CEMLA - CSER - IEHS, 1992, 258 p. (fotocopie) - 16 €

Il volume raccoglie le relazioni presentate al convegno internazionale, tenuto a Luján nel settembre del 1988, sul tema “Emigrazione mediterranea, associazionismo e movimento operaio in America Latina”. Come annotano i curatori, il convegno ha spaziato su un ampio orizzonte di tematiche relative al fenomeno migratorio in America Latina.
Negli ultimi anni, gli studiosi della storia dell’emigrazione e quelli del movimento operaio hanno individuato un campo comune di ricerca, riscoprendo le relazioni tra le distinte identità sociali ed il ruolo delle forme associative.
Il Convegno ha fornito l’occasione per una valutazione degli studi realizzati e l’apertura di nuove prospettive, partendo dall’analisi comparativa dei casi nazionali distinti e dall’ottica diversa degli studiosi appartenenti a differenti tradizioni storiografiche.
la pubblicazione è stata curata, in collaborazione, dal Centro Studi Emigrazione di Roma, dal Centro de Estudios Migratorios Latinoamericanos di Buenos Aires e dall’Instituto de Estudios Históricos y Sociales di Tandil.

 

Tito Cecilia, Un giardino nel deserto. Storia della comunità italiana della Riverina: New South Wales, Australia, 1993, 162 p. (fotocopie) - 11 €

Griffith, cittadina dell’entroterra australiano, a metà strada tra Melbourne e Sydney, è nata dal nulla circa 70 anni fa, ed è diventata il simbolo degli italiani della Riverina. La regione è stata trasformata in un giardino sempre verde dalla tenace operosità e dal sacrificio dei nostri emigrati approdati lì all’inizio del secolo quando era ancora terra arida, inospitale e senza vita.
L’insediamento italiano crebbe progressivamente riempiendo sia gli spazi vuoti sia quelli lasciati liberi dal fallimento dei soldati-agricoltori australiani. Furono anni duri caratterizzati dalla fatica della colonizzazione, da una esistenza primitiva in baracche di sacchi e vecchie lamiere, dalla continua opposizione degli australiani che resero il loro inserimento ancora più difficile.
Comunità, quella della Riverina, che ha saputo conservare, nonostante tutto, la propria lingua ed ha saputo trasmettere le proprie storie, i propri costumi e le tradizioni dei paesi di origine. Queste, abbellite dalla fantasia, sono rimaste vive nella mente dei loro discendenti: le memorie più care dei loro paesi.
Di tutto questo è testimonianza il libro del missionario scalabriniano P. Tito Cecilia, pubblicato un anno prima della sua morte. Una carrellata storica, per vedere come la comunità italiana della Riverina, mista ma prevalentemente veneta, si è formata, ha saputo crescere, progredire, integrarsi ed acquistare rispetto e ammirazione. Una storia narrata a misura d’uomo, in uno stile semplice, rasoterra, come dice A. Paganoni nella prefazione, una storia quanto mai necessaria, per riportare il sorriso sulle labbra, per ricreare un senso di soddisfazione intima e la voglia soprattutto di ripensare la storia di tanti emigranti.

 

AA.VV., Identità degli italiani in Argentina. Reti sociali, famiglia, lavoro, CSER-Edizioni Studium - Roma, 1993, xv, 404 p. - 25 €

Come afferma Luigi De Rosa nell’introduzione, questo libro si configura come il più avanzato punto di arrivo delle conoscenze riguardo all’emigrazione italiana in Argentina fra Ottocento e Novecento; un fenomeno rilevante, se si considera la consistente presenza di nostri connazionali nel Paese del Rio della Plata.
Dall’esame attento delle fonti documentarie, analizzate con grande rigore metodologico, si precisano i canali amministrativi e procedurali attraverso i quali gli immigranti potevano entrare nel Paese e le reti sociali che ne consentivano l’inserimento.
Si delinea al tempo stesso la ricerca di una identità culturale, con riferimento al “bagaglio” di andata e quello di “ritorno”, per coloro che rientravano in patria. I modelli di insediamento, le forme di associazionismo, i comportamenti matrimoniali, l’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro sono oggetto di analisi specifiche, che delineano il ruolo svolto dalle reti sociali e parentali nella promozione dell’immigrazione. Tutte concorsero a creare formazioni associazionistiche di tipo assistenziale, miranti anche alla ricostruzione ideale di un’entità nazionale all’estero.

 

AA.VV., Immigrati e religioni in Italia, 1994, 94 p. - 6 €
ISBN 88-85438-14-8. 

Immigrati e religioni in Italia è un sussidio che collega organicamente gli approfondimenti statistici sugli immigrati in Italia con le conseguenze operative che ne possono derivare sul piano della pastorale etnica, dell’incontro ecumenico e del dialogo interreligioso. L’iniziativa è stata realizzata a Roma, città con la più rilevante comunità di immigrati, da strutture dell’area religiosa che da tempo si occupano del fenomeno migratorio, quali il Centro Studi dei Padri Scalabriniani, la Caritas diocesana di Roma e la fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana. Il Pontificio Consiglio per la pastorale dei Migranti ha collaborato attivamente per la realizzazione di una iniziativa che, per vari aspetti, è fortemente innovativa.
All’approfondimento statistico segue quello teologico-pastorale. Aiutano la riflessione e ampliano nello stesso tempo le prospettive operative le diverse testimonianze, di vescovi, di operatori pastorali ed anche laici, che in tutte le regioni d’Italia già si sono confrontati con la nuova presenza religiosa in Italia.
Si è avvertita infine l’esigenza di presentare le linee fondamentali delle grandi religioni per favorirne una conoscenza seria anche se succinta. In appendice vengono riportate tabelle statistiche sulle singole regioni, che, visualizzate con appositi grafici, aiutano a percepire la “differenza” religiosa degli immigrati nelle varie zone italiane, anche in rapporto ai diversi continenti di provenienza.

 

Paolo Borruso, Missioni cattoliche ed emigrazione italiana in Europa (1922-1958), Istituto Storico Scalabriniano, 1994, 220 p. - 10 €

Il lavoro di P. Borruso analizza soprattutto l’attività dei missionari italiani in Francia dallo scioglimento dell’opera Bonomelli nel novembre 1927 all’arrivo degli Scalabriniani nel 1936 e costituisce un valido contributo allo studio degli inizi della presenza della Congragazione in Europa.
Il saggio è suddiviso in cinque capitoli: I. La riorganizzazione missionaria per gli emigrati italiani nel sud-est francese negli anni Venti e Trenta; II. La direzione missionaria di Parigi (1922-38) e le missioni nelle zone industriali; III. Mons. Torricella e la missione di Agen (1926-45); IV. I missionari e la guerra (1939-45); V. La pastorale missionaria nel secondo dopoguerra (1946-58).

 

Abramo Seghetto, Sopravvissuti per raccontare. Testimonianze di minatori italiani in Belgio, 1994, 225 p. - 16 €
ISBN 88-85438-09-1

Questa raccolta di storie di vita di lavoratori italiani nei bacini carboniferi del Belgio intende svelare gli aspetti meno conosciuti della vita degli emigrati dal momento del loro reclutamento all’impatto sempre drammatico con il lavoro in miniera. È tutto un susseguirsi di aspirazioni profonde e di reazioni forti, di dignitosi silenzi e di rabbia contro le ingiustizie, lo sfruttamento e l’abbandono. Ma anche nelle condizioni più tragiche a cui devono sottoporsi per mantenere la famiglia, i minatori intervistati non dimenticano il dovere della solidarietà e non hanno paura di sacrificare la salute e la vita per i loro familiari.
L’arcivescovo Antonio Cantisani, nella presentazione del volume, giustamente definisce questa ricerca un lavoro effettuato con immensa venerazione da parte di un missionario scalabriniano che ha vissuto a fianco dei minatori e che vuole che la storia vera della presenza italiana in Belgio non vada dimenticata.

 

Ottaviano Sartori (a cura di), Giovanni Battista Scalabrini. Lettere Pastorali, Torino, SEI, 1994, 748 p. - 34 €

Le lettere pastorali di mons. Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza, fondatore dei missionari di S. Carlo, costituiscono innanzitutto una fonte attendibile e di grande importanza per nuove riflessioni sulla sua personalità di presule e di spirituale e sul ruolo, in particolare, che egli ebbe nella Chiesa universale, nella sua diocesi e nel mondo da contemplativo migrante tra gli emigranti.
In tutte le lettere egli si soffermava sull’efficacia del rapporto con Dio, sulla necessità dell’annientamento e sull’utilità spirituale di un pieno esercizio delle virtù; il suo fine era volto ad una crociata che portasse effettivamente alla santità, una «santità sociale» che si sarebbe conquistata con il consumarsi per i derelitti (P. Borzomati).

 

Jean Bieri, Destinazione Svizzera.Testimonianze di emigrati italiani residenti nella regione di Thun Cantone di Berna, 1995, 239 p. (fotocopie) - 11 €

Destinazione Svizzera raccoglie, come recita il sottotitolo, testimonianze di italiani che sono emigrati in Svizzera dopo la seconda guerra mondiale. Sono testimonianze immediate, interviste trascritte dal registratore. I testi del libro corrispondono quindi esattamente alle narrazioni originali. Uno specchio fedele della lingua parlata. Come dice l’autore nella introduzione, vengono pubblicate perché il lettore si confronti con la realtà viva dell’emigrazione troppo spesso dimenticata. Più della forma, vale quindi il contenuto. Il libro è una cronaca che riflette i drammi nascosti o palesi degli emigrati, le loro esperienze, le loro delusioni e le loro speranze.
La scelta degli intervistati, tutti residenti a Thun, è stata casuale. Prescinde quindi da criteri prestabiliti e dalle regioni di provenienza. Piace infatti all’autore sottolineare che non è la provenienza che determina in primo luogo la vita dell’emigrato, ma la personalità, il carattere, il temperamento e anche l’imponderabilità

 

Abramo Seghetto, Le pietre della speranza. Testimonianze di emigrati italiani in Belgio, 1996, 137 p. - 10 €
ISBN 88-85438-13-X

Con le pubblicazioni Sopravvissuti per raccontare e Le pietre della speranza è desiderio dell’autore offrire un contributo, seppur modesto, alle celebrazioni che si svolgeranno nel 1996 per ricordare i 50 anni della firma del Protocollo italo-belga per il trasferimento di 50.000 minatori italiani in Belgio. Sempre nel 1996 ricorre il 40° anniversario della catastrofe degli italiani di Marcinelle che, nel dolore, prendono coscienza dell’importanza del loro ruolo di emigranti e del contributo economico e di sangue dato alla nuova patria di adozione.
P. Seghetto, profondo conoscitore della storia dell’emigrazione italiana in Belgio, con questa avvincente raccolta di testimonianze di coloro che hanno vissuto in prima persona le conseguenze di un accordo bilaterale che prevedeva l’invio di manodopera in cambio di carbone, conclusosi ufficialmente con la catastrofe di Marcinelle, intende dare voce e conservare viva la memoria storica dei veri protagonisti di una vicenda così densa di significati anche per l’Italia di oggi, divenuta terra di immigrazione.

 

Graziano Tassello, Massimo Vedovelli (a cura di), Scuola, lingua e cultura nell’emigrazione italiana all’estero. Bibliografia generale (1970-1995), 1996, 127 p. - 10 €
ISBN 88-85438-12-1

Tullio De Mauro, Massimo Vedovelli (con un saggio di), La diffusione dell’italiano nel mondo e le vie dell’emigrazione. Retrospettiva storico-istituzionale e attualità, 1996, 122 p. - 15 €
ISBN 88-85438-11-3

Si tratta di due contributi fondamentali presentati al convegno promosso dal Ministero degli Esteri e dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, sulle iniziative per l’insegnamento e la diffusione della lingua e cultura italiana all’estero, nel quadro della promozione culturale e della cooperazione internazionale (Montecatini, 26-28 marzo 1996). Oltre ai cenni storici sulla diffusione della lingua italiana nel mondo, vengono illustrate le strutture statali e non tatali, impegnate in questo settore, le linee di azione istituzionale, con utili prospettive e indicazioni per il futuro della lingua e cultura italiana nel mondo. La bibliografia generale si presenta come la più completa sull’argomento e raccoglie i lavori degli ultimi venticinque anni.

 

Antonio Fappani, Lorenzo Rosoli (a cura di), Bibliografia bonomelliana, CSER-Fondazione Civiltà Bresciana di Brescia, 1966, 100 p. - 8 €

La bibliografia, predisposta in occasione del convegno storico su Mons. Geremia Bonomelli ed il suo tempo (Brescia-Cremona 16-19 ottobre 1996) è uno strumento di ricerca che intende fornire un sussidio per gli studiosi. Partendo dalla traccia costituita dal lavoro di Paolo Guerrini nel 1939, questo vulume ne rappresenta un ideale aggiornamento e recupera le ricerche e le pubblicazioni uscite in questi ultimi decenni che hanno arricchito, sia sul piano quantitativo che qualitativo, la produzione relativa al tempo storico di Bonomelli.

 

Rainer M. Cremonte, Una presenza rinnovata attraverso i secoli. La storia degli italiani a Ginevra dal medioevo ai nostri giorni, 1997, 188 p. + LXIV tavole - 16 €

Non risulta che gli studi riguardanti la Svizzera, Ginevra e l’Italia finora pubblicati abbiano focalizzato il loro interesse sulla presenza della collettività italiana nel Cantone di Ginevra, presentando il passato ed il presente in un discorso unico, che metta il lettore nella condizione di collegare l’attuale situazione favorevole a relazioni allacciate già in tempi remoti. Questo è uno dei meriti principali del presente lavoro che, senza dimenticare le difficoltà, ha voluto mettere l’accento sui traguardi raggiunti che non rappresentano un fatto concluso, ma una tappa di un processo in costante evoluzione.

 

The World in My Hand. Italian Emigration in the World, 1860/1960.   Ellis Island, 23 June-26 October 1997, 1997, 198 p. (esaurito) - 26 €
ISBN 88-85438-08-3

Realizzato in occasione della Mostra di Ellis Island (23 giugno-26 ottobre 1997), il volume pubblica le centinaia di foto e riproduzioni esposte in tale occasione per celebrare cent’anni di emigrazione italiana (1860-1960). Il Catalogo è corredato da testi introduttivi e di commento, in italiano ed in inglese, dei maggiori esperti di questo settore storico e fotografico, che contribuiscono egregiamente e fornire un quadro illustrativo dei fatti e degli avvenimenti proposti dalle immagini. Vi ritroviamo i contributi di Gianfausto Rosoli (Un secolo di emigrazione e le comunità italiane nel mondo. Motivazioni e finalità della mostra); Massimo Cutò (Le navi di carta. Il viaggio della speranza nei manifesti pubblicitari); Maria Rosaria Ostuni (Il lavoro come capitale); Emilio Franzina (L’emigrazione italiana nella letteratura, arti figurative, musica e cinematografia); Luciano Tosi (L’Italia e gli accordi internazionali di emigrazione); Paolo Cresci (Tra racconto e memoria. Lo stupore nei resoconti degli emigrati). Ricco di immagini e di suggestioni, il volume rappresenta un contributo importante nel campo della ricerca e documentazione storico fotografica dell’emigrazione italiana.

 

Paganoni A., O’Connor D., Se la processione va bene... Religiosità popolare italiana nel Sud Australia, 1999. 212 p. (fotocopie) - 19 €
ISBN 88-85438-07-5

Partendo da un esame della religiosità popolare come fenomeno multiforme, con volti diversi in molte religioni del mondo di ieri e di oggi, gli autori procedono a un’analisi dettagliata di 32 feste religiose italiane celebrate ogni anno nello stato del Sud Australia. Oltre all’aspetto tipicamente religioso, queste feste dimostrano una capacità notevole di aggregazione sociale e di espressività culturale anche nel contesto di una società secolarizzata.

 

Fabio Baggio, La Chiesa argentina di fronte all’immigrazione italiana tra il 1870 ed il 1915, Istituto Storico Scalabriniano, 2000, 412 p. - 20 €

La Tesi per il Dottorato in Storia Ecclesiastica alla Pontificia Università Gregoriana di F. Baggio comprende i seguenti capitoli:
I. La storia argentina tra il 1810 ed il 1915; II. L’immigrazione italiana in Argentina tra il 1870 ed il 1915; III. La Chiesa argentina e l’immigrazione italiana tra il 1870 ed il 1915; IV. I missionari per gli immigrati italiani in Argentina; V. Gli immigrati italiani nella vita della Chiesa argentina.

 

Enrico Todisco (a cura di), Necessità e convenienza. Integrazione dei lavoratori stranieri nel nord-est e al sud dell’Italia, 2000, 341 p.- 27 €

Loro arrivano in Italia spinti dal bisogno di trovare lavoro e qualche speranza in più per l’avvenire
Noi abbiamo bisogno del loro lavoro: gli italiani non vogliono più fare molte attività, specie se disagevoli e faticose, ma che sono comunque necessarie.
Quando non si parlerà più di noi e di loro probabilmente avremo raggiunto un buon livello di integrazione.
Il volume riporta i risultati di una ricerca che ha inteso esplorare gli atteggiamenti del mondo imprenditoriale del Nord-Est italiano nei confronti dell’immigrazione ed il fabbisogno di lavoratori stranieri. Per il Sud, l’indagine, condotta in Puglia, ha rilevato, mediante un panel di testimoni privilegiati, le valutazioni locali nei confronti del fenomeno migratorio e del lavoro degli immigrati. Le informazioni raccolte, di carattere congiunturale e strutturale, forniscono al lettore indicazioni aggiornate sul quadro economico e del mercato occupazionale delle aree indagate. Il testo contiene infine un’abbondante bibliografia di materiale pubblicato prevalentemente in Italia, sul tema “immigrazione e lavoro”.
La ricerca è stata realizzata dal CSER nell’ambito del Programma Comunitario Occupazione e Valorizzazione delle Risorse Umane - Programma Integra fase II - dal titolo “O.R.M.E” (Orientamento Riqualificazione Migranti in Europa), promosso e attuato dall’Associazione O.S.C.A.R. Onlus.

 

Gianmario Maffioletti, Matteo Sanfilippo (a cura di), Un grande viaggio. Oltre... un secolo di emigrazione italiana. Saggi e testimonianze in memoria di P. Gianfausto Rosoli, 2001, 372 p. (fotocopie) - 27 €

Questo volume raccoglie, nella prima parte, alcuni contributi di Gianfausto Rosoli sulle migrazioni italiane e internazionali, un fenomeno antico e sempre nuovo, configurato dalle vicende, spesso drammatiche ma anche felici, di milioni di persone costrette a lasciare la propria terra e la propria gente per costruire altrove, con un avvenire più degno per sé e i propri cari, anche nuove società. Un momento ricorrente non solo nella storia dell’Italia moderna e contemporanea, ma di tutti i paesi del mondo e in ogni tempo. Un fenomeno globale, una storia di fatti e passioni umane, di circostanze particolari e di fattori politici, economici e culturali più vasti, che P. Rosoli ha osservato e interpretato senza schematismi precostituiti, con intelligenza e desiderio di ricerca, nel corso di una intensa vita di studioso e di scalabriniano. Nella seconda parte sono pubblicate alcune testimonianze di persone che lo hanno conosciuto, lo hanno apprezzato e stimato e di amici che gli hanno voluto sinceramente bene: questi scritti costituiscono, per la quasi totalità, gli atti del Simposio dedicato a P. Gianfausto e tenutosi nella biblioteca del CNEL, a Roma il 3 giugno del 1999, a un anno circa dalla sua prematura e improvvisa scomparsa.

Fabio Baggio, Gli Italiani di Brisbane. Storia della collettività italiana dal 1870 al 1940, Scalabrini Migration Center - Manila / Rintocchi - Brisbane, 2004, 226 p. - 20 €

La piccola ma tenace colonia Italiana di Brisbane... tale definizione, mediata da Il Giornale Italiano del 22 novembre 1933, è forse quella che meglio chiarisce l’identità della collettività italiana residente a Brisbane tra il 1870 ed il 1940. Sebbene tale comunità non possa assolutamente competere per dimensioni con quelle di Melbourne o di Sydney, certamente per tenacia non è seconda a nessuno. Fin dall’inizio, infatti, è composta di persone coraggiose ed intraprendenti, che lasciano un segno profondo nella storia della capitale del Queensland.

 

Matteo Pretelli, Anna Ferro, Gli Italiani negli Stati Uniti del XX secolo. Introduzione di M. Sanfilippo, 2005, 375 p. - 20 €

Il volume raccoglie, sotto un unico titolo generale, i due saggi che la Commissione esaminatrice delle tesi di laurea, presentate per il Bando di concorso istituito dal Centro Studi Emigrazione Roma (CSER) in nome di “P. Gianfausto Rosoli”, ha designato come vincitori in due particolari aree disciplinari: per l’area delle scienze storiche, Matteo Pretelli, con “Il ruolo dei fasci italiani nelle comunità italo-americane negli anni venti: un quadro sociale”, e per l’area delle scienze sociali, Anna Ferro, con “Continuità e trasformazione dell’identità etnica. Studio etnografico degli italo-americani a Boston”.
Agli autori va il nostro ringraziamento per aver risposto positivamente al nostro invito e per aver offerto l’occasione di ricordare la figura di Gianfausto Rosoli, caratterizzata dalla passione per lo studio delle migrazioni.

 

Luigi Taravella, I Piacentini nella regione parigina. Piacenza, Edizioni Tip.Le.Co., 2006, 320 p. - 20 €

 

Vittorio Zacchino, Salento migrante. Appunti per la storia dell’emigrazione salentina (1861-1971), 2007, 155 p. - 15 €