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Covid-19 e Migrazioni: n. 221/2021 di Studi Emigrazione

Studi Emigrazione 221 – 2021

 

 

 

Questo numero di Studi Emigrazione si basa sull’ampia ricerca condotta dai Centri studio e dai Centri di assistenza scalabriniani assieme a un certo numero di studiosi italiani, ancora residenti nella Penisola o migrati altrove. I dati completi di quel lavoro sono confluiti nel volume “Una Sola Casa” perché nessuno resti indietro! L’umanità alla prova del Covid-19, edito dalla Fondazione Centro Studi Emigrazione, e già presentato nel passato numero di Scalabriniani. La pubblicazione in volume ha un numero di pagine superiore a quello del fascicolo di Studi, perché i rapporti sui vari continenti contengono nel libro una rilevante sezione sulle azioni intentate dalla galassia scalabriniana per soccorrere migranti e rifugiati nel contesto pandemico. Il progetto iniziale era infatti di allargare a tutto il pianeta quanto già intentato da Actuación scalabriniana en la Pandemia Covid 19 en Sudamérica (CEMLA-CEM-SIMN, 2020). Inoltre, sempre nel volume già presentato, il quadro europeo e nordamericano è ampliato da analisi della situazione nella Penisola iberica, nella Svizzera, nella Germania, nel Canada.

Lo sforzo per il libro è stato massiccio, ma non tanto da coprire tutte le caselle necessarie, cosa d’altronde sino ad oggi non ancora tentata. In ogni caso in “Una Sola Casa” mancano alcuni tasselli: per esempio, una panoramica dell’Asia continentale, oppure dell’Egitto e del Medio Oriente. Inoltre la specificità messicana e centro-americana è schiacciata dall’attenzione agli Stati Uniti e al subcontinente meridionale. Infine sono studiati alcuni Paesi dell’Europa centro-occidentale, ma non il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo, nazioni di piccole dimensioni territoriali e tuttavia non irrilevanti nel complesso europeo. Per di più restano fuori l’Europa centro-orientale e quella orientale, l’Europa balcanica e quella settentrionale, ivi comprese Irlanda e Gran Bretagna.

Abbiamo quindi subito pensato a una seconda versione del libro, che fosse in grado di ovviare alle mancanze appena ricordate, ma ci siamo resi conto che non avevamo le forze necessarie e conveniva raffinare il lavoro già svolto. Abbiamo di conseguenza optato per mettere a fuoco i casi specifici, nei quali la nostra équipe aveva trovato dati particolarmente significativi. Soprattutto abbiamo pensato di sfruttare le ricerche demografiche ed economiche già elaborate, prima che nuove informazioni le rendessero obsolete. Abbiamo perciò recuperato dal lavoro originario i testi più significativi da questo punto di vista, sacrificando quelli invece più attenti alla dimensione culturale o politica. Inoltre abbiamo sintetizzato gli interventi dei Centri scalabriniani, eliminando le parti relative al soccorso dei migranti.

La lettura dei saggi in questo numero di Studi Emigrazione e nel precedente volume conferma quanto la congiuntura abbia inasprito conflitti e razzismi già in atto. Tenuto conto dell’impatto pandemico, ci si prospetta un futuro prossimo peggiore del presente sul piano del blocco della mobilità e della non assistenza a profughi e rifugiati. Alla fine del 2020 è sembrato che la pandemia stesse addirittura cancellando la coscienza dell’inevitabilità delle migrazioni. Tuttavia l’evoluzione politica dei primi mesi di quest’anno, in particolare le prime decisioni della nuova amministrazione statunitense e la ripresa del respiro europeistico in alcuni paesi del Vecchio Continente, fa balenare qualche speranza.

Non è il caso di sentirsi completamente rassicurati, ma possiamo nel frattempo cercare di capire meglio cosa stia accadendo e proprio per questo sono utili alcuni nuovi contributi pubblicati nel fascicolo di Studi e non nel volume. In particolare sono importanti le riflessioni sulle trasformazioni stimolate dalla pandemia nel funzionamento dei network migranti e delle loro modalità comunicative, nonché quelle su come le chiusure dei confini, volute dagli Stati per difendersi dal contagio, abbiano influito sulle migrazioni irregolari.

In ogni caso bisogna ancora studiare molto, ma già stanno affluendo alla rivista nuovi contributi, mentre altre riviste, per esempio la Revue européenne des migrations internationales, stanno progettando ulteriori approfondimenti.

 

Matteo Sanfilippo
Istituto Storico Scalabriniano